On the eve of my second Whole30 – La Vigilia –

Basta, non posso procrastinare oltre, urge un secondo round di Whole30. Uno fatto con coscienza, diligenza, uno pensato, programmato, voluto e necessario. L’improvvisazione ancora non è di casa, troppi sono i meccanismi inceppati, troppe e da troppo tempo radicate sono le pessime abitudini, ma soprattutto troppa la valenza emotiva del cibo. Troppo permeabile non solo l’intestino, ma soprattutto il guscio psico emotivo.

Ah, il cibo! Odi et amo! Quella cosa che bisogna condividere in pubblico, ma consumare in segreto e con vergogna nel privato. Quell’universo di sensazioni e pulsioni talmente complesso ed intimo che ovviamente è argomento di impietose  critiche e giudizi da parte di chiunque, soprattutto le persone che sbandierando nei nostri confronti un interesse falso come una banconota da 7,50€ calano giudizi lapidari su qualunque nostro tentativo di raggiungere un briciolo di …benessere. 

Eh sì, cari i miei detrattori, gufi, criticoni, uccelli del malaugurio, parlatori alle spalle, smontatori, denigratori, pezzi di M, e chi più ne ha più ne metta… Perché, ma dico, perché se uno per stare meglio prova con tutte le sue forze ad instaurare abitudini sane, deve inesorabilmente subire il processo alle intenzioni? Perché ogni sua scelta deve istantaneamente diventare questionabile? Ogni piccolo traguardo casuale? Ogni eventuale fallimento atteso se non auspicato? 

Stamattina riflettevo su una cosa: nessuno si sognerebbe di sabotare un iperteso o un diabetico che assumono diligentemente la terapia farmacologica prescritta, giusto? Eppure, nel momento in cui qualcuno decide di migliorare la propria salute o più in generale la propria qualità di vita, ecco dilagare tra amici, parenti e conoscenti, il virus del sabotatore! Eh sì, proprio loro e proprio quello fanno, e non hanno mica tanta fantasia nelle modalità, perché il leitmotif  è comune a tutti: lo sbagliato sei tu che ti sei messo in testa qualche strana panzana! Eh già, perché se da Adamo ed Eva si fa così, guai cambiare, certo guai, piuttosto continuiamo a stare male fino ad ammalarci che poi la sola cosa che ci resta è andarla a raccontare a Creatore che noi volevamo fare diversamente ma….

Ora, io ci provo a tirare dritto, ma so, me l’aspetto già, che arriverà quello più sveglio degli altri  a chiedermi “allora, quanti kg hai perso?”, oppure la Ginie-in-the-bottle di turno “ma come fai a non mangiare questo, non bere quello?”, per finire col botto con un “sicura che non sia pericoloso mangiare così?” Mah guarda , visto che tutti i problemi sono insorti con quattro anni di veganesimo militante direi che peggio non può andare!!!

L’amarezza di questa riflessione era bilanciata dalla presa di coscienza di come in questi mesi abbia trovato molta più comprensione, supporto ed entusiasmo in persone che come minimo distano da me lo spazio di un oceano, ma che sento molto più vicine di molti amici, parenti o conoscenti. Vicende personali simili, percorsi simili nel cercare di superare simili difficoltà insegnano a sostenere prima che svalutare. Prima o poi troverò lo spazio per ringraziarle una ad una, per ora basti colei che ha messo in moto tutto questo, levandomi le fette di Toufu dagli occhi, Melissa Hartwig ❤️

Premesso ciò, domani inizio September2017 whole30 second round 💪💪💪 e mi verrebbe quasi da dire: chi mi ama NON MI SEGUA, PLEASE! 



Enough, I can’t procrastinate anymore, a second round of Whole30 is urging. One done with conscience, diligence, commitment, planned, desired and necessary. Improvising can be dangerous, so many mechanisms are jammed, too many bad habits are long-rooted, and emotionally speaking food weighs too much. Permeability is not only of the gut, but of the soul too.

Ah, food! Odi et amo! Public conviviality whose excesses are applauded and encouraged, opposed to private over consummation shamefully hidden. That universe of sensations and impulses that is so complex and intimate that easily becomes topic for impious criticism and judgment by anyone, especially those who, for the sake of an interest as false as a $ 7.50 note, down monstrous judgments on any attempt to reach a bit of …wellness. 

Yeah, my dear detractors, owls, critics, bad-tempered birds, behind talkers, disassemblers, denigrators, pieces of S, and so on and so forth … Why, I wonder,  why whenever someone tries to improve his own life setting some healthy habits, he/she must inevitably be unfairly judged? Why should any step toward self improvement be instantly questionable? Any  little success undeserved? Any failure expected if not hoped?


This morning I found myself freely pondering: no one would ever think of sabotaging a hypertensive or a diabetic who diligently follow their prescribed therapy, right? Yet, when someone decides to improve their health or more generally the  quality of their life, the saboteur’s virus spreads among friends, relatives and acquaintances! Yeah, sabotage is exactly what they do, and without any effort in variation they all share a common leitmotif: there must be something wrong with you and those weird ideas that crowd your head! Yep, for if ever since Adam and Eve that was the way, there’s no reason to make any change, rather better continue to feel sick until we become ill so that the only thing left for us is to go and tell our Creator we wanted to do it differently …


Now, I’m determined to stay stick to my program, yet I won’t be surprised  when the smartest among the dummies  will show up and ask  “tell me, how many pounds have you lost?” Or any Ginie-in-the-bottle will  connect two brain cells to say “how can you survive if you don’t eat this and don’t drink that?” And, ready for the grand finale:  “are you sure it’s not dangerous to eat that way? ” Well, since my major issues have come up thanks to  four years of militant veganism,  I would say that it could never be worse!!


The bitterness of my thoughts was balanced by the conscience of how in these months I have known many understanding, supportive  and enthusiastic people who, although living in another continent, yet I perceive them much closer than most  friends, Relatives or acquaintances. Similar personal put-downs, similar struggles and difficulties to overcome must have taught these people the importance of mutual support. Sooner or later I will find the space to thank them one by one, for now just she who set in motion all this, opening my eyes with her unique tough love, Melissa Hartwig ❤️


So, tomorrow I’ll be September2017 Whole30 my second round 💪💪💪 and I would dare say: those who love me,
DO NOT FOLLOW , PLEASE!

Advertisements